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Elton John Reg Strikes Back
Recensione - Reg Strikes Back

Elton John – Recensione Reg Strikes Back

Reginald è tornato

Sir Elton John non può mancare nelle notizie di una radio. Il successo mondiale di Elton John è riconosciuto da tutti, e a noi è stato regalato l’album “Reg Strikes Back” quando abbiamo acquistato il primo impianto Hi-Fi con lettore CD. Un bel regalo, per quest’album che segna il ritorno sulle scene nel 1988 del cantante, dopo un’operazione alla gola.

Questo lavoro segna il cambio e l’evoluzione artistica di un uomo che ha dovuto convivere con pregiudizi e riservatezza. La sua vita era abbastanza fuori dalle righe, forse troppo, ma il pubblico lo amava e così è riuscito a ritornare più bravo e ispirato di prima.

Ha buttato via la sua immagine sgargiante e gli abiti da dandy per scegliere un percorso più maturo e meno giocoso. Nella copertina dell’album sono fotografati tutti suoi abiti messi all’asta, e “Reg Strikes Back” tradotto, “Reginald colpisce ancora” è ispirato al pop rock degli anni Settanta.

Se percorriamo i brani all’interno dell’album scopriamo “Town of Plenty”, una feroce disputa con i giornalisti dell’epoca, espressi con accordi di chitarra leggermente “pacchiani” suonati dal grande Pete Townshend. La pulizia mentale e sensoriale del proprio animo, lo troviamo in “Goodbye Marlon Brando”, come per dire “mi libero di tutte le sofferenze che ho patito” dalla musica New Age al glasnost.

Qui si sente il tocco artistico di Chris Thomas che esternando arrangiamenti rumorosi e picchiati, pareggia la verve della voce di Elton John con la cultura e la società del pop.

Tracklist

  1. town of plenty – 3:38
  2. word in spanish – 4:37
  3. mona lisas and mad hatters (part 2) – 4:11
  4. i don’t wanna go on with you like that – 4:33
  5. japanese hands – 4:38
  6. goodbye marlon brando- 3:28
  7. the camera never lies – 4:34
  8. heavy traffic – 3:26
  9. poor cow 3:48
  10. since god invented girls – 4:38

Redazione

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