Home / Rubriche / Interviste / Intervista a Juri Camisasca: la felicità con ampie prospettive
juri camisasca, battiato, docufil, intervista, musica, prog
Juri Camisasca - Docufilm

Intervista a Juri Camisasca: la felicità con ampie prospettive

Il momento di uscire allo scoperto

Juri Camisasca ha una vita personale e artistica all’apparenza riservata e nel contempo carica di forti emozioni umane, artistiche e spirituali.

  • Quali sono i momenti più intensi che l’hanno segnata?

In realtà nella mia vita c’è stato un unico episodio fondamentale, in virtù del quale tutte le cose sono cambiate dentro di me ed anche fuori di me. Avevo ventiquattro anni, quando una stupefacente forza sovrumana fece irruzione nella mia mente. Descriverne la natura è impossibile perché la nostra grammatica è praticamente inadeguata. Ciò cui mi riferisco, appartiene a un’altra categoria, ad una dimensione che nulla ha a che vedere con il mondo dell’esistenza relativa. Forse la migliore definizione per questa “Presenza-Forza-Luce” è “Coscienza di Beatitudine”.

E’ stata una benedizione. Feci la scoperta della mia immortalità, e da quel ragazzo insicuro, timido e pieno di complessi che ero, sono diventato improvvisamente un individuo saturo di felicità con prospettive molto ampie davanti a me. Di tutto ciò non ne ho mai parlato con nessuno, anche se i miei cambiamenti erano sotto gli occhi di tutti. Ora sento che è arrivato il momento di uscire allo scoperto. Forse questa mia testimonianza può far del bene a qualcuno, è soprattutto per questo motivo che ho accettato la proposta, da parte di Antonello Cresti, di realizzare il docufilm.

La metamorfosi avvenne non solo sul piano caratteriale ma anche sul piano artistico. Il mio modo di cantare e di comporre subì una svolta, e i miei gusti musicali si orientarono verso altre espressioni, da Terry Riley a Steve Reich sino ad abbracciare la musica indiana. In precedenza, essendo un figlio della mia generazione avevo amato il rock-prog. Inutile dire tra l’altro quanto bene mi abbiano fatto certe letture, Castaneda e Hesse mi hanno condotto dolcemente verso Meister Eckhart e Aurobindo, poi vennero le Upanishad e i Vangeli.

  • Quale lascito o considerazione darebbe ad un giovane musicista?

Al giovane musicista consiglierei di non seguire le mode ma di puntare sulla qualità creativa. Le mode passano di e la musica non è fatta per conquistare la popolarità o la ricchezza. Tutte queste cose sono un nulla a confronto della gioia che si prova nel realizzare a una melodia che nasce dal profondo.

Inoltre se ti metti al servizio della musica, e non metti la musica al tuo servizio, la musica ti ripagherà cento volte tanto. Oltre ad essere un grande strumento di comunicazione quest’arte è un formidabile veicolo di conoscenza della propria anima.  Conosci te stesso e l’Universo sarà tuo.

In collaborazione con Chez Donella – Treviso

Redazione

Redazione

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono evidenziati *

*