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Intervista a Red Canzian

Intervista a Red Canzian: Testimone del tempo

Non mi siedo mai

  • Chi è Red Canzian?

Sono una persona che non si siede mai. Oltre all’esperienza storica con i Pooh ho coltivato altri interessi. Ho scritto quattro libri, sono produttore discografico, ho sale di registrazione, dipingo e porto avanti il messaggio sociale dell’attenzione all’ambiente.

  • Ci parli del Tour “Testimone del Tempo”

E’ uno spettacolo meraviglioso dove portiamo in scena trentuno canzoni storiche di molti grandi artisti nazionali e internazionali, con importanti collaborazioni. C’è un grande schermo alle spalle su cui passano tutte le foto storiche, perché bene il passato ma proiettato al futuro.

  • Quali sono i temi trattati?

Principalmente il tema sociale dell’ambiente, dell’aspetto vegano, che vivo da molti anni. Sono stato presente a conferenze, dove non si parla bene di quest’argomento, ma io lo condivido.

  • Perché la scelta di entrare nel mondo della produzione vinicola?

Tutto è incominciato da bambino, quando, a Castagnole (TV) andavo a comprare il vino con mio padre, e là sono rimasto colpito dalle cantine, dove prendevamo le damigiane da portare a casa, con quel profumo particolare. Il ricordo passa da quei luoghi magici, a volte sotterranei, dove si poteva vedere lievemente il profilo delle botti. Con lui era tutto così bello e un momento di grande complicità. Nel tempo, girando il mondo e l’Italia, avevo voglia di avere dei vini che mi assomigliassero. Parlando con i produttori locali del Veneto sono riuscito a trovare chi mi ha realizzato dei vini giusti, che saranno commercializzati da ottobre di quest’anno. Sono un “Rosso Positivo” che è un “Taglio Bordolese” di Merlot, un ottimo bianco che ha delle note minerali vicino al profumo del glicine e al sapore dell’erba tagliata che ho chiamato “Boce”, e un Prosecco D.O.C.G. col metodo Charmat chiamato “Le mille bolle gialle”, un omaggio alle “Mille bolle blu” di Mina.

  • Quali sono i progetti futuri?

I miei progetti futuri si concentrano sulla stesura di un’opera rock su Venezia, tutto ancora top secret.

  • Se dovesse lasciare un messaggio ai giovani artisti…

Da me non sentirete mai dire: “Che brutta che è la Trap, che brutta che è la Rap, che brutta che è la musica diversa dalla mia.” Io credo che esistano solo due tipi di musica, quella buona e quella cattiva. In ogni fine può esserci la musica fatta bene, buona con arte e coscienza. Quello che posso dire ai ragazzi che partono è che se adesso sembra più facile grazie a internet, forse è più difficile perché c’è una proposta incredibile, più ancora di quando suonavamo noi. Quindi bisogna avere più forza e bisogna crederci veramente tanto per essere pronti a superare ogni ostacolo, insistere per portare avanti il vostro sogno, perché solo credendo alla bellezza dei nostri sogni, possiamo sperare di guardare verso il futuro.

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Redazione

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