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Roberto Binetti e Pacho

Intervista a Roberto Binetti – Tempo è musica vita viaggio

L’arte, una grande passione

 

  • Chi è Roberto Binetti?

Una persona con una grande passione per l’arte, la musica e il pianoforte, ma anche un imprenditore nel settore elettronico, posso dire che in me convive l’aspetto creativo ma anche quello razionale.

 

  • Quando ha sentito la voglia di esprimersi con la musica?

Una passione non la comandi, è lei che ha il controllo: a partire dalle elementari quando ho avuto il mio primo pianoforte, ho sempre saputo di voler condividere la mia vita con la musica, ovviamente non potevo sapere in quale veste ciò sarebbe successo, ma il percorso della vita mi ha portato ad avere diverse esperienze nel campo musicale, ed ogni volta è stata una scoperta e un arricchimento musicale ed umano.

 

  • Quali sono i suoi temi e se ci sono, chi sono i maestri cui s’ispira?

Talvolta il processo creativo è funzionale ad una specifica richiesta, ma più spesso è libero di seguire le sue strade, a volte lineari e a volte tortuose, potrei dire che i miei temi sono semplicemente il mio vissuto, inteso in senso musicale ma anche umano, penso che la mia musicalità sia la somma di ciò che sono come persona, e questo traspare dalle mie composizioni, le due condizioni sono interconnesse.  L’ispirazione può venire per caso oppure nasce mentre stai suonando, mentre giochi con le note: un’immagine, una sensazione, un momento, una frase, un dipinto, un fraseggio musicale che stai provando, ma anche rabbia, desiderio, amore, malinconia, tristezza, la natura, la bellezza, il giocare con le note e con il pensiero, la musica ascoltata e quella ancora da ascoltare.  Per quanto riguarda i Maestri, è per me fonte d’ispirazione la grande musica classica a partire da J.S. Bach, per arrivare ai grandi pianisti che vanno oltre il jazz come Keith Jarrett e Brad Mehldau, con in mezzo tutta la musica rock, pop e d’autore dagli anni 70 in avanti: come si vede appunto il proprio vissuto.

 

  • La musica è un pubblico attento o di massa?

Domanda interessante che ci porta ad osservare la realtà musicale sempre in divenire veloce: la fruizione della musica sta vivendo un grandissimo cambiamento, che ovviamente coinvolge anche il musicista; la tecnologia ci mette a disposizione uno sconfinato catalogo musicale ma anche la possibilità di fruirne in modi non propriamente leciti; questo, se da un lato consente ad un numero elevato di musicisti di proporsi con i loro lavori, dall’altro minimizza i possibili guadagni e di conseguenza la possibilità di proporli. Dunque occorrono una grande volontà ed una grande passione, non scoraggiarsi per gli inevitabili momenti difficili e desiderare di fare musica non per “avere successo”, ma per avere e per dare quelle emozioni che la musica offre, per comunicare qualcosa all’ascoltatore.  L’ideale è riuscire a creare una musica che sappia parlare alla massa pur essendo di qualità e quindi di avere un pubblico attento e consapevole.

 

  • Ci parli del suo ultimo lavoro e dei progetti nel cassetto.

Tempo è musica, Tempo è vita, Tempo è il viaggio, ma è anche fermarsi per assaporare il momento, è non correre, è prendere il proprio Tempo per incontrarsi e vedere che il tempo scorre ma a volte occorre rallentare e osservare le cose con un’altra ottica.  Tutto è nato da un’idea di diciotto anni fa di Pacho, quando entrò in studio per tre giorni e tre notti e ne uscì con trentacinque minuti di musica di sole percussioni e voce narrante; questa sua traccia è rimasta ferma per anni finché ci siamo riincontrati nel nostro percorso musicale, ho ascoltato la traccia e ne sono stato subito coinvolto dalle sonorità, dalla profondità emotiva e dal senso del ritmo che esprime. E’ stato quasi naturale per me mettermi al lavoro per vestire le percussioni con il mio pianoforte e le mie tastiere, creando armonie e melodie che fossero il più possibile, affini al senso di ciò che ascoltavo.

Direi che la nostra musicalità, intesa come modalità di ascoltarci e di sperimentare nuove idee, è il filo conduttore di Tempo: il concetto è riuscire a mettere al servizio della musica il nostro vissuto e la nostra creatività, cercando affinità tra le parti ritmiche e le parti armoniche e melodiche, non dimenticando l’improvvisazione, che per noi rappresenta l’apice dell’interazione tra i nostri due mondi.

Per quanto riguarda i progetti futuri, contestualmente alla promozione del cd Tempo continua la mia attività di pianista nel proporre il mio progetto per pianoforte Universo Fantasia, dal titolo dell’omonimo cd uscito nel 2015, per il quale sto suonando in diversi concerti e festival.  Inoltre collaboro con Mediaset per dei brani da inserire nella library musicale e compongo musiche per il teatro, come alcuni brani dell’ultimo spettacolo di Ale&Franz che portano la mia firma.  Per essere sempre aggiornati sulle mie attività si può consultare la mia  Pagina Facebook.

 

  • Come ci convive con il Tempo?

Non mi sento sopraffatto dal tempo che passa, cerco di viverlo con gioia, serenità e intelligenza, cercando di cogliere le opportunità che offre e di assaporarne anche i più piccoli momenti.

 

  • Lasci un messaggio ai nostri ascoltatori.

Prendo a prestito la narrazione del nuovo cd Tempo: “Non correre, non fare tutto di fretta. Fermati, c’è Tempo. Viaggia, scopri, incontra. Prendi il tuo Tempo, sperimenta ed immergiti, ma soprattutto vivi”. Grazie e buon ascolto!

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Redazione

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