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Matteo Rizzato - Silvia Baratta - Riccardo Penzo

Intervista a Silvia Baratta: la Ristorazione e gli Ambasciatori di Sala

Matteo Rizzato e l’Alta Formazione di Sala

  • Che cos’è l’Alta Scuola Ambasciatori di Sala?

L’Alta Scuola Ambasciatori di Sala è una scuola che offre ai professionisti della ristorazione, in particolare ai camerieri, una formazione superiore per gestire meglio le relazioni con il cliente e con i colleghi per migliorare l’esperienza del cliente. L’obiettivo è offrire a quest’ultimo un valore aggiunto, un elemento per stare bene anche dal punto di vista emotivo dal momento che le emozioni condizionano molto le nostre scelte.

  • Perché avete pensato a questo progetto di formazione?

Oggi la ristorazione vive di una grande visibilità, complici le molte trasmissioni tematiche in televisione. Si parla molto di chef ma quasi mai di chi si occupa del servizio in sala sebbene abbia un’importanza fondamentale. Un piatto eseguito in modo impeccabile dallo chef ma servito al cliente in modo frettoloso o scortese rende l’esperienza meno piacevole e crea una situazione di disagio.

  • Quanto è importante oggi la formazione?

La formazione è uno strumento fondamentale per preparare professionisti sempre più completi e capaci. Oggi è grande l’offerta di percorsi formativi validi per apprendere le tecniche del servizio o approfondire la conoscenza dei vini ma fino ad oggi mancava un corso capace di far comprendere il ruolo del comportamento del cameriere in sala. La bravura nel fare stare bene il cliente attraverso un sorriso o un gesto gentile era più legato alle capacità personali che ad una consapevolezza e una formazione specifica.

  • A chi è indirizzato il progetto e quali sono le esigenze della clientela a tavola?

Il progetto si rivolge ai professionisti del servizio, a chi ha il contatto con il cliente finale. Obiettivo è dare consapevolezza del proprio ruolo e migliorare l’esperienza di chi sceglie di passare una serata in un locale. Il cliente desidera “stare bene” e ciò non significa solo mangiare bene ma provare emozioni positive a 360 gradi, spesso legate alla relazione tra persone.

  • Come vede il futuro della ristorazione italiana?

Penso che la ristorazione sia uno dei migliori ambasciatori dell’immagine dell’Italia nel mondo e abbia un ruolo importante anche nell’offerta turistica. La sua responsabilità va ben oltre la semplice somministrazione di cibo. Non si va più al ristorante per sfamarsi ma per stare bene, prendersi una pausa e, perché no, provare delle emozioni positive. Il ristorante offrirà sempre più un servizio complesso, che richiede alta professionalità a tutti i livelli, dalla semplice osteria al locale stellato.

In collaborazione ufficio stampa Gheusis

Redazione

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