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Tatiana Malalan attrice
TATIANA MALALAN - INTERVISTA

Intervista a Tatiana Malalan. Amo il teatro e il cabaret

Tatiana Malalan e il cabaret

  • Chi è Tatiana Malalan?

Sono nata a Trieste, così come i miei genitori, Amo la mia città perché è un crocevia di culture e lingue diverse, dal sapore mitteleuropeo. Adoro il mare, gli animali e la natura. Vivo in mezzo al verde sull’altipiano carsico, vicino al confine con la Slovenia. Appartengo alla minoranza slovena, sono bilingue cioè quando mi chiedono qual è la mia lingua madre, rispondo: italiano e sloveno. Ho un diploma di grafico, ma nella vita ho fatto tutt’altro. Ho praticato il pattinaggio artistico agonistico per molti anni, prima come atleta e poi come allenatrice, poi ho continuato con la danza. La mia carriera lavorativa è proseguita come presentatrice e conduttrice radiofonica in una radio privata che poi ho continuato a gestire insieme ai miei genitori. Sono fiera di aver acquisito tante esperienze diverse come attrice, cabarettista, presentatrice, conduttrice, autrice di testi comici, regista, coreografa e ballerina.

  • Come si è avvicinata al mondo teatrale e cinematografico?

Ho sempre dato un alto valore allo sport come modo di vivere, alla ricerca di esperienze sempre diverse con ambizione e determinazione nell’obiettivo di imparare cose nuove e raggiungere altre mete. In più a Trieste, quando andavo a scuola, avere un abbonamento di teatro era quasi un obbligo; è stata una grande fortuna. I ragazzi di oggi che non vanno a teatro non sanno cosa si perdono, anche perché questo è un modo per imparare divertendosi. Per approfondire lo studio e riempire il mio bagaglio personale, ho deciso di frequentare la scuola di teatro al Teatro Stabile Sloveno di Trieste. Poi da cosa nasce cosa, e mi sono avvicinata al mondo del cabaret e del cinema e grazie a questo grande dono di conoscere perfettamente due lingue, mi dà la possibilità di recitare sia in Italia sia in Slovenia.

  • Quali sono i suoi attori preferiti e quali sono i film, la affascinano maggiormente?

Non c’è un attore in particolare che preferisco, ma diversi comici che apprezzo, non solo per la loro bravura recitativa ma anche per l’impegno nel sociale come ad esempio: Paola Cortellesi, Maurizio Crozza, Roberto Benigni, Lella Costa ed altri. Da piccola volevo fare la poliziotta, dunque avevo la camera piena di libri gialli di Agatha Christie e Sherlock Holmes e probabilmente non mi sono persa neanche un film Alfred Hitchkock. Non ho fatto la poliziotta, anche se da bambina mi sono esercitata molto girando per casa con una lente in cerca d’indizi, magari di qualche impronta delle mie ciabatte che mi ha preso mio fratello, ma la ricerca della verità e della giustizia è sempre stato un mio puntiglio. Tuttora sono attratta da film polizieschi, ma devo dire anche da quelli storici.

  • La parola “cultura” quali pensieri suscita in lei?

Mi viene da immaginare qualcosa di grande, un mare aperto ed io, dopo aver girato su me stessa e guardata intorno, guardo il sole rosso fuoco, ma non mi fermo a guardare il sole, guardo oltre, osservo e rifletto sulle bellezze e le ricchezze che mi circondano. La cultura, secondo me, va a braccetto con la conoscenza, il sapere, la creatività ed è proprio un peccato che in Italia non venga sostenuta come in altri paesi europei.

  • Che cosa le trasmette il pubblico?

Prima di tutto sono io che devo trasmettere emozioni, altrimenti non sento l’energia del pubblico, specialmente con il cabaret, dove il contatto con le persone è quasi essenziale, mi rende molto felice quando sento che si divertono. Provo una grande soddisfazione quando qualcuno, soprattutto se è una persona anziana, mi ringrazia per averla messa di buon umore. Sento di aver fatto qualcosa di utile. Lo stesso accade quando in uno spettacolo drammatico riesco a commuovere gli spettatori.

  • Quali ruoli predilige?

Nel cinema preferisco i personaggi drammatici, in teatro invece quelli comici, la differenza probabilmente consiste nel fatto che durante le riprese cinematografiche non è possibile sentire la reazione del pubblico.

  • Ha un sogno nel cassetto?

L’oscar credo che in questa vita non riuscirò più a ottenerlo. Mi piacerebbe imparare a suonare uno strumento musicale, i miei mi dicevano sempre: “Impara l’arte e mettila da parte!” Avevano ragione. Nel mio bagaglio c’è ancora tanto spazio, come in quello di Mary Poppins, per estrarre qualche nuova conoscenza al momento opportuno.

Redazione

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