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Underframe - Intervista Esclusiva

Intervista a Underframe: esce la prima canzone “Don’t hurt me”

Il battesimo della band

  • Chi sono gli Underframe?

Gli Underframe sono una band emergente di Milano nata nel 2014 da un’idea di Carlo Botti che, sull’onda della musica evergreen anni Ottanta trasmessa da radio e televisioni, desiderava dare vita a un gruppo che riprendesse e facesse rivivere quelle atmosfere e sonorità indimenticabili in veste però originale e inedita. Gli Underframe sono composti da: Emanuele Bartolomeo (voce e cori), Riccardo Nava (voce e cori), Simone Vaga (chitarre), Nicola Brizzi (batteria e percussioni), Carlo Botti (tastiere e piano) e Marco Salvioni (basso). Un progetto non strettamente “vintage” ma una sorta di sfida in cui misurarsi con la capacità di essere “attuali e innovativi” proponendo brani inediti che musicalmente riprendessero un po’ il sound degli anni Ottanta. Lo stile musicale è il pop, pop-rock, rock alternativo, post-punk, new wave e chiaramente ispirato da band come Depeche Mode, Cure, Simple Minds e tutte le altre grandi band di quegli anni. La creazione di melodie orecchiabili e gradevoli, desiderio di sperimentazione e contaminazione stilistica, è l’anima degli Underframe.

  • Quali sono le vostre fonti d’ispirazione?

Le melodie dei nostri brani nascono spontaneamente dall’anima nei momenti d’ispirazione creativa, che capitano in tempi e luoghi più disparati e impensabili, tipo di notte, o sotto la doccia o camminando per strada. Un brano può nascere da una semplice e unica melodia frutto dell’ispirazione del momento, sulla quale è poi costruito il brano nelle successive fasi. All’inizio non sempre è chiaro che direzione prenderà un brano; man mano che la linea melodica del cantato prende forma, diventa sempre più chiara la “strada” da percorrere per ultimarlo coerentemente. Una volta completata la struttura musicale della canzone sono le melodie stesse a ispirare il testo e il significato dei brani: vita delle persone, dove si avvicendano felicità e sofferenza, amore e rancore, speranze ritrovate e perdute, illusioni e disillusioni, fedeltà e trasgressioni, successi e fallimenti, coerenza e incoerenza, verità e bugie, coraggio e debolezze, altruismo ed egoismo, onestà e disonestà.

  • Che cosa raccontano la musica e i testi delle tracce?

“Don’t hurt me” parla di un riavvicinamento tra due persone che avevano avuto una relazione, ma poi si erano lasciate per decisione di una di loro. Trascorso un bel po’ di tempo, la persona che aveva lasciato il partner si rifà viva, perché ci ha ripensato e vuole riallacciare il rapporto amoroso.
Questo “ritorno” riaccende il “fuoco del desiderio”, che pensava ormai sopito, nonché un vero tormento “interiore” legato al timore che possa di nuovo essere lasciata e soffrire di nuovo per amore; da qui l’invito a “non farmi soffrire” ancora. “Your touch” parla invece di un sentimento e di un’attrazione tenuti segreti e mai confessati, per timore di rovinare una bella amicizia tra due persone. Il tormento la fa da padrone, perché la persona che prova il sentimento e l’attrazione non sa e non capisce affatto se siano corrisposti. Pertanto, in questa incertezza preferisce resistere stoicamente anche ai gesti più semplici come una carezza, una pacca sulla spalla o un semplice abbraccio, soffocando così l’attrazione fisica e il sentimento pur di non rovinare il bel rapporto di amicizia.

  • Il futuro degli Underframe cosa ci dice?

Sono in cantiere altri nuovi inediti molto interessanti, e quando avremo un numero sufficiente di brani completati e registrati il progetto è di realizzare un album. Il percorso che intendiamo seguire, che è poi la nostra proposta musicale, è un sound con melodie e atmosfere non commerciali che richiamano sempre un po’ gli anni Ottanta, senza disdegnare di esplorare nuovi “territori sonori” perché il desiderio di sperimentazione è un po’ il DNA degli Underframe.

  • Quali sono le difficoltà di una band emergente?

Come potete immaginare la difficoltà principale è quella di farsi conoscere e di far conoscere la propria musica, soprattutto se non si hanno tante risorse economiche e non ci si può permettere di farsi supportare da qualche etichetta. Seppur internet e i social media stiano dando una grossa mano in tal senso, il contatto diretto con il pubblico resta comunque la via ancora tutt’oggi valida e gratificante per qualsiasi tipo di band. Il problema nasce proprio dalla difficoltà di trovare spazi per esibirsi dal vivo che siano disponibili a promuovere musica inedita, soprattutto se si tratta di musica originale, non commerciale e di nicchia. Siamo fiduciosi!

Redazione

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