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méséglise. gruppo rock italiano
Méséglise - Stranamente sereno

Intervista ai Méséglise

Méséglise
Il dettaglio, la sensazione e la riflessione

Radio Conclas intervista i Méséglise, che ci parlano del loro ultimo album “Stranamente sereno

Tornano, sulla scena musicale italiana e internazionale la band dei Méséglise, dopo circa tre anni dall’esordio con “L’Assenza“, sono di fatto gli eredi della storica band bolognese dei SITHONIA, sia per la presenza del tastierista e autore (in particolare dei testi) Paolo Nannetti e del cantante Marco Giovannini, sia per il suono e la poetica del progetto, proiettati verso la forma canzone.

  • È uscito il vostro nuovo album  “Stranamente sereno” e come mai è stranamente sereno?
    Nella consapevolezza di tutte le difficoltà dell’esistenza a volte una piccola sensazione, una riflessione, un dettaglio della nostra giornata può rivelarsi stranamente sereno. Il titolo, incluso nel testo di due canzoni presenti nell’album, vuole essere anche un po’ autoironico nei confronti del nostro primo lavoro intitolato “L’assenza” che poteva sembrare eccessivamente teso e cupo. Qui non è che l’atmosfera sia sempre di gaiezza incontrollabile, però ci sono elementi che portano a una visione più rassicurante dell’esistenza, insomma stranamente più sereno rispetto al resto della produzione.
  • Una lunga storia musicale: come vi ha formato?
    Abbiamo tutti una lunga esperienza alle spalle, in alcuni, per motivi anagrafici, questa affonda in alcuni decenni fa. Diciamo che il gruppo nasce dalle ceneri di una band di rock progressivo chiamata Sithonia nella quale Paolo Nannetti (tastierista e autore delle canzoni) e il cantante Marco Giovannini, hanno militato per molti anni, incidendo 6 album tra il 1988 e il 2011. A loro si sono uniti il batterista Maurizio Lettera, che aveva suonato con Marco in altri gruppi rock ma anche in un live dei Sithonia, Maya Seagull bassista e cantante con una produzione solista ed esperienze in molti campi della musica e la violinista Maria Robaey, di formazione classica e componente di diversi ensemble un po’ in tutta la penisola. Quindi complessivamente le nostre radici rispecchiano anche la sintesi della musica che proponiamo.
  • Quale pubblico preferite, selezionato e attento o la popolarità?
    Qualsiasi artista serio e sincero a questa domanda risponderebbe che gli piacerebbe essere per un pubblico attento e selezionato ma nello stesso tempo anche molto popolare. Diciamo che pensiamo essenzialmente a creare canzoni che ci soddisfano e che ci piace suonare, il che non esclude che potenzialmente riescano ad arrivare anche a un pubblico più vasto, ma certamente costruire canzoni al solo scopo di farle diventare popolari, per quanto possa sembrare facile, non lo è per nulla e richiede un’attenzione ai dettagli della fruizione di massa del prodotto musicale che sicuramente prescinde dalle scelte artistiche ed emozionali dei musicisti. Questo non è il nostro lavoro. Siamo solo piccoli artigiani della musica che cercano di creare canzoni contenenti qualche stimolo ed emozione che, chissà, qualcuno potrebbe cogliere e noi cerchiamo questo qualcuno. Se poi diventano tanti, non ci dispiace.
  • Chi crea le idee?
    Le canzoni nascono da Paolo: sono riversate in piccoli demo che poi passano al vaglio degli altri componenti della band, e insieme vengono definiti gli arrangiamenti e il suono finale.
  • Vi piace sperimentare?
    Siamo fondamentalmente un gruppo pop e la parola sperimentazione suona francamente eccessiva per la nostra musica. Se però intendiamo la voglia di ricercare anche soluzioni non banali per stravolgere la linearità di una composizione, questo ci piace molto. Dopo tutto abbiamo tutti nel sangue (e nelle librerie di casa) i grandi dischi di quello che è conosciuto come rock progressivo e in quei dischi tra fine anni 60 e inizio 70 di sperimentazione ce n’era parecchia.
  • Quali sono i temi delle vostre canzoni?
    Nelle nostre canzoni il testo è parte importante. In questo siamo molto vicini al mondo dei cantautori e cerchiamo di far arrivare all’ascoltatore anche una buona impressione dei contenuti. I testi sono spesso intimisti e procedono per immagini e riflessioni, in alcuni casi possono anche diventare ballate e raccontare una storia. Ci piace immaginare l’ascoltatore che rifletta su una frase e la faccia propria, riempiendola di un significato collegato alla sua vita, alla sua esperienza. Privilegiamo la creazione di un significato “aperto” non necessariamente collegato al pensiero dell’autore. Crediamo nel messaggio riservato e personale dove ognuno possa ritrovare qualcosa di sé.
  • L’armonia delle note, come si trova?
    L’armonia nella musica, come nella vita, è un concetto complesso e delicato. Ogni musicista ha una sua particolare e personale sensibilità nell’avvertire come le note s’incontrano e le sonorità e atmosfere che queste producono e ogni autore, dal più preparato teoricamente che tutto sa delle costruzioni dell’armonia a chi semplicemente si fa guidare dal suo orecchio e dal suo istinto, riflette nel lavoro artistico il suo concetto di bellezza, la propria cultura e sensibilità. Trovare l’armonia nella vita e nella musica rimane una domanda sospesa, dalle mille risposte e da lunghi percorsi nei nascondigli più difficili e impervi. Per quanto riguarda la nostra piccola esperienza posso dire che al momento dell’ascolto finale di un nuovo lavoro forse in quel momento di soddisfazione sappiamo che almeno questa volta le note si sono incontrate nella nostra personale armonia.
  • Dove vi piace esibirvi?
    Ci piace, o meglio ci piacerebbe, andare ovunque. Come tutti i gruppi indipendenti che portano musica propria non è facile trovare occasioni per farsi ascoltare. Certo la nostra dimensione migliore è il piccolo teatro o il piccolo club perché ci piace raccontare un po’ le nostre canzoni e trovare un rapporto di vicinanza con il pubblico.
  • Quali sono i vostri progetti futuri?
    Stiamo cercando di far conoscere a più persone possibili il nostro “Stranamente sereno”, lavoro al quale teniamo molto e quindi, dopo il mini tour dello scorso autunno, ci ripresenteremo in Veneto l’11 Marzo all’Altroquando di Zero Branco (TV) insieme a Davide Camerin. Speriamo di mettere insieme altre date e di diffondere il CD anche con nuovi video.

Méséglise – Biografia

Stranamente Sereno” si caratterizza per la nuova formazione con le new entry di Maya Seagull (basso e voce) e Maria Robaey (violino, mandolino). Completa la line-up il drumming preciso di Maurizio Lettera.
Le tracce sono dodici, che finalizzano la ricerca di tessiture elettroacustiche ai confini tra la canzone d’autore italiana e il rock progressivo, quel sound delicatamente prog, a volte intimistico, che aveva contraddistinto i dischi dei Sithonia stessi. I testi delle canzoni sono parte importante del tutto e tendono a un susseguirsi di immagini e descrizioni sfumate e crepuscolari, storie e ballate come nel racconto dell’amore al tempo della guerra (“Caporale Milt“) o il lento e maestoso cammino del cambiamento ne “La strada verso la collina”, brani questi che hanno visto la collaborazione di Alberto Celommi, storico chitarrista di autori quali Pierangelo Bertoli e Goran Kuzminac.
La registrazione (effettuata alla Fonoprint di Bologna) è stata molto curata, così come tutta la realizzazione grafica. Il disco si pone come originale cerniera tra due tradizioni della musica italiana, quella del progressive rock e della canzone d’autore che sono rappresentative di originali ispirazioni della nostra musica popolare, un patrimonio che ci accompagna da decenni e che continua ad avere seguito pur nelle difficoltà di un panorama attuale piuttosto difficile per le proposte indipendenti.

Redazione

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