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Intervista alla Sezione Frenante: Nuove Dimensioni album rock prog

SF Musica Qualitativa

  • Sezione Frenante, tanta qualità e tanta passione, che cosa raccontate nel vostro ultimo album?

Diversamente dal precedente lavoro, “Metafora di un lungo viaggio” che attraversa l’essenza dell’uomo, ispirato al poema dantesco, “Nuove Dimensioni” affronta i grandi temi della fisica contemporanea, più che mai attuali. Tanto è vero che qualche mese fa è stato fotografato, per la prima volata, un buco nero.

  • E quando nasce l’amore per la musica?

Nasce verso i primi Anni Settanta, quando eravamo adolescenti. Era un periodo particolarmente fervido in Italia e non solo. I popolari “complessi”, così si chiamavano in quel periodo, fra i quali l’Equipe 84, i Dik Dik, i Camaleonti e soprattutto Le Orme, eroi di casa, avevano catturato la nostra attenzione. Affascinati dalle chitarre elettriche, dai capelli lunghi e dai vestiti strani, decidemmo di metterci in gioco.

  • Quali sono i temi dei pezzi di Nuove Dimensioni”?

“Nuove Dimensioni” indaga sulle origini dell’universo, sulle profondità dello spazio, sulla natura del tempo, sul fato dei buchi neri. Il contenuto dei testi è frutto di accurate ricerche, prendono spunto dalla fisica quantistica, dall’astronomia, dalla storia antica e mitologica. Un insieme di composizioni guidano l’ascoltatore verso atmosfere ignote e misteriose, a volte tese e dissonanti, addolcite da musicalità classiche.

  • Voi come vi pensate artisticamente, riflessivi o esuberanti?

Sicuramente riflessivi, del resto il genere di musica cui apparteniamo richiede un certo sforzo intellettuale. Tutto il Progressive nasce con l’obiettivo di uscire dall’ordinario, il termine stesso implica una dinamica compositiva che va al di là degli schemi commerciali.

  • Quale messaggio volete dare?

L’uomo, protagonista indiretto, volge lo sguardo verso il cielo, sperando di carpirne i segreti: grazie a tecnologie prima impensabili può udire, vedere e studiare le armonie provenienti dalle profondità dello spazio. “Se il mondo è un pullulare di effimeri quanti, un immenso gioco d’incastri fra spazio e particelle elementari, che posto abbiamo noi esseri umani in tutto questo?”

  • La cultura musicale contemporanea v’influenza?

Nella scena contemporanea ci sono molti artisti interessanti che hanno poca visibilità, ma uno dei più noti è sicuramente Steven Wilson. Wilson è riuscito sapientemente, prima con i Porcupine Tree, poi con la sua musica, a dare forma nuova al progressive. Importante è anche il suo lavoro di rimasterizzazione di alcune pietre miliari del Progressive classico.

  • Raccontate al nostro pubblico i vostri progetti?

Portare il Progressive in giro non è cosa facile, infatti tale musica ha più riscontro all’estero che in Italia perché considerata da molti genere di nicchia. Crediamo che la musica sia veicolo d’informazione. A questo proposito stiamo lavorando a una forma spettacolo alternativa “lezione-concerto”, attraverso la quale raccontare la storia del rock progressivo allo scopo di avvicinare i giovani a questo genere. Abbiamo messo già in piedi questo esperimento il 15 novembre a Marcon (VE), presso il Centro Culturale De André. Inoltre, si prospettano concerti all’estero, sperando che questo avvenga in tempi brevi. Una cosa è certa, oggi dovrebbe esserci più apertura da parte di enti specifici per il coinvolgimento e l’interessamento del pubblico.

Sezione Frenante

Sandro Bellemo – basso e fretless
Alessandro Casagrande – batteria e percussioni
Luciano Degli Alimari – voce solista
Mirco De Marchi – piano, hammond, mellotron, moog e synth
Antonio Zullo – chitarra elettrica, acustica e classica

Maracash Records
Via Duse n. 6 – 27029 Vigevano PV
Executive Production & Worldwide distribution by Maracash Records
Mail: info@maracash.com

Redazione

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