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I Monaci del Surf

Monaci del Surf ci svelano la loro misteriosa creazione

Monaci del Surf

Suoniamo ovunque sia possibile

 

L’immagine non è del tutto rassicurante, bisogna sentire un loro live, per capire o forse non comprendere da dove provengono i Monaci del Surf. Si pensa che la nascita della band sia datata intorno al 2010 nella città di Torino, ma quando si formano, è avvolto tutto nel mistero.

Il pubblico che ascolta un live della band si trova di fronte uno spettacolo dove tutti ballano sulle note di pezzi conosciuti, ma mai sentiti. I Monaci del Surf si presentano indossando maschere da lucha libre e suonano cover di successi immortali, sigle di programmi televisivi e colonne sonore in chiave surf rock.

I Monaci del Surf portano un sound che è più vicino al rock che al surf tradizionale, con un forte accento alle chitarre che sono protagoniste. I brani sono per la maggior parte strumentali, molto difficili da passare in radio, ad ogni modo, l’attenzione è raccolta grazie al perfetto loop e melodia, tanto da essere accolti in trasmissioni televisive come Le Iene di Italia1, che usano tracce dei dischi come sigle o stacchi.

Non vi spaventate per il look da lucha libre, sono ottimi musicisti, avvolti dal mistero di un’origine misteriosa. Nel 2012 avviene la prima svolta artistica della band, quando la casa discografica INRI, gli permette di incidere un album, cosa che si è rivelata vincente visto che la band aveva pensato solamente a live. E’ così che per l’etichetta INRI esce “Monaci del Surf” e due anni dopo “Monaci del Surf II”, un successo artistico sempre avvolto nel mistero per i componenti della band.

Il tradizionale kimono è deposto nel sacro baule e i Monaci del Surf sono pronti a decollare con “Il Terzo Tour” e a rivelare le loro identità (forse).

 

Note biografiche

Un trasformazione artistica avviene ancora nel 2016 quando esce “Monaci del Surf III”, un lavoro più maturo registrato in presa diretta. La produzione è di Luca “Lallo” Mangani e masterizzato da Giovanni Versari. Il look diventa cupo, quasi nero, e si vedono vestiti come banditi di un vecchio west rintracciato in un universo parallelo. Cambiano il colore delle maschere, rimane esclusivamente il segno rosso degli occhi, come si trova la copertina dell’album. Il riscontro mediatico e del pubblico è eccezionale così la band viene scelta come testimonial per il tour della “Tequila Josè Cuervo” che ha fatto tappa in molte città italiane. La cosa simpatica è che hanno suonato “dove era possibile montare gli strumenti.”

 

Monaci del Surf

  • Mario Guantanamo – il Cobra – Basso
  • Rodrigo La Lente – il Tigre – Chitarra
  • Zio Trabajo – il Toro – Chitarra
  • Zizi Matano – l’Elefante – Batteria

Redazione

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