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progressive rock, gruppi musicali
Intervista con I Sezione Frenante

Sezione Frenante: Metafora di un viaggio

SEZIONE FRENANTE

Un viaggio dantesco

 

Incontriamo la Sezione Frenante, band presente sul panorama musicale italiano e internazionale, che ci presenta l’album “Metafora di un Viaggio” e ci porta nei gironi danteschi lungo un percorso di sviluppo interiore.

 

  • Chi sono la Sezione Frenante?

Eravamo tre “ragazzi” con la voglia di suonare, abbiamo cominciato nel ‘74, affascinati soprattutto dal gruppo Le Orme, nostri concittadini, ma guardavamo anche ai mostri sacri come PFM, Yes, Banco di Mutuo Soccorso e Genesis.  Avevamo tanta voglia di fare qualcosa di nostro, comporre testi e musica anche se, agli inizi, le capacità non erano tante, ma il suonare nei locali e nelle balere affinò tali capacità. Poi arrivò l’occasione di aprire un concerto importante a Padova dove suonavano i Perigeo, Antonello Venditti, Tito Schipa e i Biglietto per l’Inferno, quella giornata ci convinse a continuare a scrivere e suonare. Il nostro album “Metafora di un viaggio” è ispirato al poema dantesco della “Divina Commedia”, e trae suggestioni dalle opere di alcuni artisti del passato: Tintoretto, Hieronymus Bosch, Paul Gustave Doré, i quali hanno bene rappresentato le gioie e i tormenti dell’animo umano.

 

  • Perché il nome Sezione Frenante?

Sezione Frenante nasce quasi per caso, una notte di tanti anni fa, da una riflessione: la sezione o il blocco frenante è la parte essenziale di un veicolo, dalle sue dimensioni si deducono le potenzialità del veicolo stesso; è una metafora, ma è anche qualcosa di originale, come molti nomi di gruppi anni ‘70.

 

  • Vi piace un pubblico attento di teatro o da stadio?

Onestamente preferiamo il pubblico di teatro, perché la nostra musica e i testi ad essa legati hanno bisogno di un ascolto attento e riflessivo, quindi un luogo chiuso è più idoneo a tale proposito. Stiamo elaborando in un’ottica riflessiva anche il prossimo album, che uscirà, molto probabilmente, nella primavera del 2018.

 

  • Qual è stata la più bella soddisfazione artistica?

Ne abbiamo avute tante con l’uscita del nostro primo disco e durante le performances, ma ci ricordiamo in particolare quando abbiamo aperto il concerto degli “Ibis” e abbiamo passato con loro grandi momenti musicali.

 

  • Quali sono i messaggi dei vostri brani?

Il concept album è un viaggio introspettivo nell’animo umano, ispirato al poetico viaggio di Dante Alighieri, che dalle tenebre approda nell’ambiente in cui l’uomo esprime il meglio di se, soffocando la sua natura riprovevole. La musica e i testi sono frutto di accurate ricerche, prendono spunto dalla storia antica, e danno vita ad atmosfere surreali che esprimono emozionalmente i vari passaggi.

 

  • Lasciate un messaggio ai nostri ascoltatori…

A noi piacerebbe che la gente si fermasse un po’ di più a riflettere: le persone ogni giorno sentono migliaia di canzoni, ma non ascoltano. Uno degli obiettivi che ci proponiamo è quello di sensibilizzare i giovani all’ascolto del rock progressivo, espressione di un periodo storico particolarmente fervido e prolifico.

 

“Metafora di un Viaggio Revisited”

  • Alessandro Casagrande – batteria e percussioni
  • Sandro Bellemo – basso
  • Mirco De Marchi – tastiere
  • Doriano Mestriner – chitarra elettrica
  • Antonio Zullo – chitarra acustica
  • Luciano Degli Alimari – voce
  • Francesco Nardo – cori
  • Bonus Tracks
  • Antonio Zullo – chitarra elettrica e acustica, flauto dolce
  • Coro Thomas Tallis – gregoriano

 

  • Musiche, testi e arrangiamenti – Sandro Bellemo e Sezione Frenante
  • Registrato presso “Il Passo Studio” da Federico Berto
  • Missaggio e mastering di Pierluigi “Gigi” Campalto
  • Copertina e progetto grafico di Adriano Bertarello
  • Prodotto dalla Ma.Ra.Cash Records

Redazione

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