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Vincenzo Zitello Arpista

Vincenzo Zitello: Arpa e Musica

VINCENZO ZITELLO

L’arpa è la mia vita

Oggi Radio Conclas intervista l’arpista Vincenzo Zitello, musicista e componente del gruppo dei Fufluns

Chi è Vincenzo Zitello?
Un Arpista, compositore e concertista, tre definizioni per una parte importante del mio essere: la musica e sempre presente nella mia vita, tanto che è diventata la mia professione da più di quarant’anni. La musica è anche lo specchio per conoscermi, per testare i miei limiti e le mie possibilità, realizzare i miei sogni, da dove attingo per esprimere l’impossibile e il possibile della mia musica.

Ci descriva tecnica e musica dell’arpa?
La tecnica dell’arpa e complessa. Esiste una scuola ben radicata nella cultura europea, definita per l’arpa classica, con una letteratura molto vasta e poco conosciuta dal grande pubblico, l’arpa è uno strumento che ha attraversato millenni per arrivare a essere quello che è oggi. Personalmente uso delle tecniche classiche, popolari e alcuni modi tipici del mio stile arpistico, amo la tecnica che sia espressione di un linguaggio poetico e creativo.

Perché ha scelto questo strumento?
Semplicemente lui ha scelto me, un magnetismo misterioso mi ha condotto all’arpa e con lei ormai conviviamo da quarant’anni insieme, e ogni volta che suoniamo insieme e come se fosse sempre la prima volta. Il mio entusiasmo non si e mai spento, questo e il motivo perché continuerò e continuo a suonare l’arpa.

Che cosa è per lei il pubblico?
Il pubblico è la misura della mia comunicazione reale e la comunione della musica tra artista e ascoltatore, un senso eucaristico. Avverto il sentire delle persone come un incontro miracoloso, una testimonianza dello spirito che lega gli uomini nella loro parte migliore, il pubblico è un grande maestro inconsapevole.

In quali ambienti predilige suonare?
Ho la fortuna di suonare spesso in posti straordinari chiese, luoghi storici e teatri, dove la scenografia vive di se stessa, abitarli per un concerto sono sempre un’esperienza unica e magica sia per me che per il pubblico.

Sperimentare: si o no?
Assolutamente si! Sperimentare vuol dire cercare nella musica quella vera che è sempre in movimento, il ricercare è l’aspetto che dal valore temporale diventa musica viva, e le interferenze sono fondamentali. La ricerca non preclude nessuna forma, può essere acustica o elettronica: “Viva la sperimentazione”.
In quali luoghi ha maggior interesse e riscontro la sua musica?
Suonando l’arpa da molti anni e avendo suonato in migliaia di concerti, dalle piazze ai teatri fino a luoghi storici e naturalistici, ho costatato che il luogo è fatto dal musicista e dalla musica che esegue. E’ incredibile di come il pubblico percepisca chi ha davanti e di come la musica abbia un potere evocativo e sciamanico. Ad ogni modo suonare in una piazza moderna con molti rumori molesti non aiuta, e il luogo più affascinante, secondo me e la natura, il vero teatro della vita.

Lasci un pensiero ai nostri lettori…
La vita e piena di musica, spesso non ci si fa neanche caso alla quantità di suoni e di stili che ci circondano. Il mio pensiero e un augurio a rendersi conto di ciò che accade, perché la musica è il veicolo di emozioni e pensieri, insieme alle vibrazioni sonore che si trasformano a sua volta in emozioni e pensieri. Se si vuole alzare la qualità e il valore, cercate di alimentarvi di cose positive che aprano il vostro spirito e animo in modo da seminare bellezza e meraviglia nel vostro cuore.

Redazione

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